Repubblica Italiana

Dai Territori 15 Feb 22

Comune di Burolo

Pubblichiamo l'intervento di Franco Cominetto, Sindaco di Burolo, in Piemonte, dove sono stati attivati gli hotspot gratuiti e che si aggiunge ai Comuni che hanno aderito al Progetto WiFi Italia.

Il  Comune di Burolo, è un Piccolo Comune situato nel nord-ovest dell'Italia, in Piemonte, nella città metropolitana di Torino . Far parte della rete pubblica di Wifi Italia è un modo per fornire ai nostri concittadini servizi sempre più innovativi. E’ posto sulle pendici della Serra Morenica. Collina unica nella sua morfologia, creata dal ritiro di un ghiacciaio, che divide le provincie di Torino e di Biella.  È uno dei più bei borghi subalpini  e dei più caratteristici. Un tempo le colline erano popolate di olivi, e in pianura si curavano  coltivazioni. E’ pertanto facile comprendere come alcuni da burro ed olio coniarono l’etimologia di Burolo. Le prime notizie riguardanti Burolo risalgono all’anno 860. Nel 1084 venne citata una Ruspilla di Burolio della Cattedrale di Ivrea; nel 1330 Burolo era un feudo del Comune di Vercelli, mentre nel 1337 dei Visconti di Milano e nel 1426 del Duca Amedeo VIII di Savoia. I Ceveris si insediarono a Burolo nel periodo risalente al 1231, nel 1570 e nel 1669 Burolo divenne il Contado del Conte Ceveris Carlo Filippo; nel 1704, poi, il Generale francese Vendòme fece incendiare il paese. All’epoca il paese era luogo di transito di viandanti e commercianti, in special modo con i confinanti Comuni Biellesi quando era in atto a Burolo la coltivazione della canapa (ebbe termine nel dopoguerra dell’ultimo conflitto).  Il paese sorge sul tratto canavesano della Via Francigena. Di particolare pregio storico-culturale ed architettonico,  meta di molte visite, la Chiesa Romanica della SS.Maddalena, costruita su di un masso erratico sulla collina della Serra. Villa Pasta, villa Signorile già appartenuta alla Congregazione dell’Immacolata Concezione di Ivrea, come Noviziato per le vocazioni. Burolo, rientra nella DOCG di Caluso con il rinomato vino Erbaluce, che trae il nome dal vitigno autoctono, annoverato tra i “bianchi” Piemontesi, e non solo, come un ottimo vino di qualità, da degustare sia nella versione “fermo”, sia nel metodo “Classico”, sia nell’eccezionale e storico “Passito”. La disposizione e l’ubicazione delle case sulla pendice canavesana della Serra, lo rendono riconducibile ad un Paese dei Presepi, mentre i colori della natura in cui è immerso, donano in primavera ed estate, l’immagine di un meraviglioso affresco.”